I contenuti affidabili

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di Emidio Picariello

Qualche giorno fa Riotta ha scritto un articolo sul Sole 24 Ore in cui riporta le parole preoccupate di Jaron Lanier, uno dei pionieri delle nuove tecnologie, in merito alla rete. La preoccupazione di Lanier - che Riotta condivide - è che strumenti come Google o come Wikipedia siano maggiormente influenzati da "tifosi" e "improvvisati" piuttosto che da professionisti preparati. 

Luca de Biase, sul suo blog risponde a questo articolo di Riotta e focalizza l'attenzione su altri aspetti: 

1. che cosa c'è nei mezzi di comunicazione e negli ambienti della convivenza tradizionali di tanto limitante da spingere un miliardo e mezzo di persone nel mondo ad adottare la rete come strumento per comunicare e centinaia di milioni di persone a vederla come mezzo per realizzare progetti e iniziative?
2. tra i progetti emergenti e le opportunità che si vedono in giro, c'è evidentemente un grande filone di sviluppo nel mondo dei servizi che possono favorire uno sviluppo equilibrato e non violento dell'utilizzo della rete e della produzione intelligente di informazione. Che fare?

Ci siamo posti le domande che si è fatto Riotta anche noi, lanciando il nostro approccio alle Green Applications che comprende anche un wiki - quindi appunto la struttura di wikipedia - all'interno del quale gli utenti - i nostri clienti e partner, ma potenzialmente chiunque - possono generare contenuti. In particolare vogliamo analizzare - con quel wiki - i processi aziendali. 
Impiantando questo lavoro ci siamo più volte chiesti: come selezionare i contenuti di qualità, quelli che sono utili e condivisibili da quelli che invece sono solo una perdita di tempo o addirittura fuorvianti? Se è vero che all'inizio non ci saranno moltissimi utenti - abbiamo un pubblico aziendale e italiano che ancora non ama abbastanza questo tipo di strumenti - dall'altra stiamo offrendo una piattaforma dove le informazioni che si presentano sono rilevanti per la vita aziendale. Insomma, più importante è l'informazione e più è importante che l'informazione sia accurata. 
E' fondamentale, nel nostro caso, che ci sia responsabilità nell'informazione. Chiediamo per esempio che gli utenti si registrino, prima di lasciare il loro parere e verificheremo le informazioni che appariranno sul nostro wiki. Questo modello, che è poi quello di Wikipedia, è in realtà presente in internet più di quanto l'articolo di Riotta supponga. Il principio del Ranking che Google applica per restituire i suoi risultati è un principio che gli utenti più esperti tengono presente in modo "naturale". Le caratteristiche stesse dei siti a cui si attingono le informazioni - a volte anche le caratteristiche meramente estetiche - la fama dei siti, i link che portano a questi siti, indicano naturalmente la qualità dell'informazione. 
Nessun utente esperto metterebbe in dubbio una affermazione citata su Wikipedia con la fonte a causa di un commento anonimo su un blog. I contenuti generati dagli utenti sono tantissimi ma non tutti hanno lo stesso peso. Come le informazioni che arrivano dai media tradizionali non hanno tutte lo stesso peso. Quindi, assodato che l'esperienza permette di capire quali informazioni sono qualitativamente migliori, quali informazioni sono monitorate e controllate e quali invece sono prodotto di fanatismi di vario genere, la domanda diventa: gli utenti riescono a cogliere questa differenza? E voi? Riuscite a cogliere la differenza fra un sito di cui fidarvi e uno di cui non fidarvi?     

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